La costruzione democratica del programma non si esaurisce nelle sei “sagre” provinciali. Continua e si arricchisce online con la Sagra Virtuale.

Qui raccogliamo richieste, proposte, consigli. Le tue idee sono le benvenute.

18 idee nelLa Sagra Virtuale

  1. Diomede Stabile scrive:

    Il Turismo Accessibile punto strategico di una Puglia Migliore
    L’asse portante del miglioramento del settore turistico in Puglia, come d’altronde in Italia, è la messa a regime dell’accessibilità nella filiera turistica. Questa comporta tre livelli differenti di beneficio:
    a) il miglioramento del tessuto urbano, delle infrastrutture e delle strutture e delle attività del settore turistico, complessivamente fruibili da tutti.
    b) l’apertura di mercati di domanda molto più ampi e con discreta capacità di spesa;
    c) la possibilità di creare nuove figure professionali e di inserire sul mercato dell’offerta nuovi servizi in grado di generare posti di lavoro e ricchezza con l’effetto del moltiplicatore economico.
    A livello istituzionale si può investire inoltre verso la detassazione o l’incentivazione per la messa a regime dell’accessibilità, dall’adeguamento delle strutture, a progetti di riorganizzazione urbana e del territorio, all’adeguamento dei processi comunicazionali, tutti punti inseriti nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
    Inoltre risulta opportuno promuovere campagne promozionali e di tipo sociale in merito, sensibilizzando anche, e soprattutto, gli operatori del settore.
    Infine, questione completamente ignorata dalla politica sino ad adesso, nonostante gli sforzi (non del tutto fruttuosi) portati avanti per l’incentivazione e la promozione del turismo accessibile in Puglia, in merito alle azioni dirette nel settore turistico si può pensare di promuovere attività turistiche e correlate ai relativi servizi promosse da soggetti associativi e imprenditoriali dove i disabili siano protagonisti e parte attiva, come capita in Campania e altre regioni d’Italia, per un’integrazione di soggetti potenzialmente svantaggiati nel settore, creando ulteriore ricchezza mediante l’effetto del moltiplicatore economico.
    Si rileva negativamente il fatto che sinora si sia investito, poco, solo verso il monitoraggio trascurando le azioni concrete.
    Come è avvenuto nel caso della competizione per “capitale europea per la cultura 2019”, l’esperienza insegna che occorre investire progettualità e risorse verso l’accessibilità perché essa paga, slogan e principio che ha portato Matera a sopraffare Lecce nel concorso. Incapacità dell’amministrazione con cultura di destra nel valorizzare tale aspetto.

  2. Per un turismo di qualità nella nostra Regione.
    Il nostro Paese, e la Regione Puglia con esso, sta progressivamente perdendo posizioni sullo scacchiere internazionale della domanda di Turismo. Per questo aspetto la Puglia dovrà spingere affinché si crei un marchio nazionale e una strategia unica di promozione dell’Italia sui mercati emergenti della domanda di turismo i cosiddetti “BRIC (Brasile, Russia, India e Cina).
    Quello che ne deriva è il quadro d’azione entro il quale iscrivere la promozione delle eccellenze pugliesi nel settore, badando sempre di più alla qualità del nostro turismo, piuttosto che ai numeri.
    Al di là di scenari di crisi dovuti a congiunture internazionali, resta che la nostra regione è ai massimi livelli, sul fronte del mercato della domanda interno, e in crescita rispetto alle preferenze degli stranieri. Assetto strategico è il polo aereoportuale di Bari e Brindisi; il nostro sistema aeroportuale va rivalutato con l’effettiva attivazione dell’aeroporto di Foggia, attualmente bloccato, e un potenziamento di Grottaglie. Nel Salento inoltre occorre riconsiderare completamente il trasporto ferroviario e la connessione su gomma del trasporto collettivo, oltre alla rete dei porti.
    Il Salento inoltre dovrà, in questa fase di forte rischhio per l’ambiente, il paesaggio e l’agricoltura (xylella, trivellazioni e TAP), puntare tutto sull’emersione di un mercato dell’offerta bvasato sull’asse agricoltura e turismo, rivalutando i territori e le comunità dell’entroterra.
    Dal punto di vista dell’azione istituzionale si può ridisegnare, per il Salento e per la Puglia, la mappa degli interventi nel turismo a partire dalla scrittura delle priorità nel piano di sviluppo rurale (e altri capitoli) del periodo dei finanziamenti europei 2014-2020.
    L’intervento regionale deve essere pertanto a sostegno di quelle iniziative individuali e collettive volte alla effettiva diversificazione delle offerte turistiche dove il principio cardine sia la qualità dell’offerta e la capacità connettiva del territorio, per una sua complessiva fruizione. Inoltre in futuro occorrerà adottare il maggior numero di iniziative volte alla conoscenza delle lingue straniere da parte degli operatori turistici e agevolare l’immissione sul mercato del lavoro interno al settore dei giovani formati alle discipline linguistiche; questo per favorire di fatto quelle professionalità in grado di promuovere e accogliere adeguatamente un pubblico di utenti provenienti da mete europee ed extraeuropee, se considerati in particolar modo i già citati mercati emergenti, oltre che a un pieno inserimento della platea nordamericana sul mercato turistico regionale. Da non sottovalutare la possibilità che con scelte strategiche che muovano in questa direzione la Puglia può diventare il punto di riferimento per uno sviluppo di macro area rispetto ai mercati di domanda. E’ possibile immaginare di sviluppare progetti con le regioni limitrofe e paesi stranieri come l’Albania, che risultano dei competitor in crescita, ma anche preziosi partner se si adottano delle buone politiche di relationship. Pertanto è opportuno avere una visione d’insieme strategica per lo sviluppo concomitante del settore nell’area euro-mediterranea e del bacino dell’Adriatico.

  3. frances scrive:

    Sono Laureato Ingegneria Civile – Idraulica- Sez. Sanitario (oggi Ambiente e Territorio). Vivo a Laterza in provincia di Taranto ma lavoro in tutta Italia e per un periodo anche all’Estero.
    Appena laureato (1996) un giornalista del corriere del giorno M.C. mio compaesano e amico, pubblica un estratto della mia tesi “Riutilizzo delle acque reflue in agricoltura” sul giornale con cui allora collaborava.
    Un associazione del centro di Oria (Brindisi) appreso dal giornale la mia tesi di laurea mi chiama per un convegno in un bellissimo palazzo antico a Oria. Fui sorpreso e onorato di parteciparvi e così fu, erano presenti un bel po di autorità dell’epoca, compreso un assessore Regionale che si complimentarono del mio lavoro e che si sarebbero fatti vivi per un successivo proseguo. Ovviamente la mia partecipazione fu gratis! Ancora oggi sto aspettando che qualcuno si faccia vivo.

    Comunque ho avuto la possibilità e la fortuna di entrare nel modo complesso delle “costruzioni di grandi opere” di impianti, grandi opere di metanodotti, gasdotti, petroliferi, ecc.., e oggi ne faccio ancora parte con funzione di responsabilità nella gestione delle stesse.

    DAL 1996 AD OGGI È CAMBIATO POCO O NIENTE IN MERITO ALL’INDIRIZZO DEI MIEI STUDI PER LA NOSTRA REGIONE, INFATTI DAL SITO OPEN COESIONE HO TROVATO UNA SITUAZIONE A DIR POCO SCONFORTANTE, I FONDI DELLA COMUNITÀ EUROPEA UTILIZZATI A TALE SCOPO SONO DELL’ORDINE DELL’UNO PERCENTO NEL PERIODO 2007-2013 E SONO STATE PREVISTE SOLO TRE OPERE!

    DATI DI FINANZIAMENTI FONDI EUROPEI IN PUGLIA 2007-2013. NELLA REGIONE PUGLIA ABBIAMO AVUTO 16,4 MILIARDI DI EURO PER CIRCA 62.947 PROGETTI MONITORATI.

    I progetti istruiti nel settore AMBIENTE sono stati di € 1.810.565.127,00, per il ssolo ettore riuso delle acque reflue sono stati di € 19.133.322,00 cioè poco più dell’1% e precisamente nei seguenti comuni:

    Barletta € 6.326.056,39;
    Molfetta € 8.331.448
    Acquaviva delle Fonti € 4.475.484

    FINANZIAMENTI MONITORATI T
    Spero che i fondi vengano utilizzati al meglio possibile e che ci sia un controllo “attivo” e mirato da parte sia delle istituzioni ma anche di che ne ha le capacità e competenze.

    Quale proposta:
    1. Costruzione di impianti di riutilizzo acque reflue e relative linee adduttrici
    2. Dare informazione agli operatori del settore (agricoltori e associazioni di categoria) circa la possibilità di utilizzare i finanziamenti per la realizzazione di serre con un programma di coltivazioni mirate;
    3. Stesso discorso per il punto 2 ma indirizzato a imprenditori più audaci con l’utilizzo dei fondi alla realizzazione di serre fotovoltaiche e relativa programmazione delle coltivazioni;
    4. Una struttura di coordinamento all’immissione sul mercato delle produzioni effettuate durante tutto l’anno, struttura che dovrebbe avere una regia nella Regione ma controllata, sviluppata e gestita dai comuni e associazione di categoria.

    Credo che potrebbe diventare una possibilità di sviluppo concreto per alcune aree della nostra terra, di seguito un esempio di progetto lungimirante eseguito in Spagna.
    Un progetto di riutilizzo in agricoltura delle acque reflue depurate nella città di Almeria (Spagna) è di particolare interesse. Per l’estensione della superficie irrigata e per il volume di acqua trattata rappresenta uno degli esempi di riutilizzo più grandi in Europa. La comunità di agricoltori “Las Cuatro Vegas” da circa dieci anni provvede all’irrigazione di quasi duemila ettari di serre, dedicate alla produzione intensiva di ortaggi. La gestione delle risorse idriche rigenerate è affidata direttamente alla stessa comunità attraverso una rete di distribuzione estesa per ben venti chilometri quadrati.. Essa, con il proprio operato, contribuisce ogni giorno a supportare l’intensa attività agricola locale che è parte del motore economico e sociale dell’intera provincia di Almeria.
    Questo progetto è stato realizzato ormai da quasi 10 anni, un documento interessante dal seguente link

    http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003500/3542-santoro.zip/at_download/file

  4. eurollo scrive:

    PSICOLOGO DI BASE: UNA PROPOSTA PER LA SALUTE

    PREMESSA
    Nella mia attività professionale di psicologo psicoterapeuta spesso incontro persone che hanno bisogno di sostegno o di una specifica psicoterapia. Tuttavia molti arrivano tardi, nel senso che se fosse stato diagnosticato per tempo il loro disagio, avrebbero risparmiato sofferenze inutili a sé stessi e agli altri. La presente proposta prevede l’introduzione dello Psicologo di base nel sistema sanitario della Regione Puglia.
    Le esperienze sin qui fatte in alcune regioni italiane a livello sperimentale (Umbria, Lazio, Veneto, Campania, Trentino) hanno modelli diversi, ma tutti con l’intento di permettere agli utenti di accedere ai servizi di psicologia cui i servizi attualmente esistenti non possono far fronte e che altrimenti non potrebbero permettersi per motivi economici (molti), per non conoscenza della materia, per pregiudizio, per inadeguata valutazione dei sintomi.
    Il modello più diffuso prevede di associare la figura dello psicologo di base al medico o associazione di medici di base, altri modelli seguono altre vie. In questa sede si propone un modello differente, in grado di coniugare l’esigenza dell’integrazione nel servizio sanitario con le specifiche esigenze dell’utenza che si rivolge allo psicologo.

    OBIETTIVI
    Il servizio di psicologia di base si pone alcuni obiettivi fondamentali:
    – ascolto e intercettazione tempestiva del disagio psicologico;
    – riconoscimento di manifestazioni psicosomatiche;
    – evidenziazione dell’impatto di problematiche familiari e/o sociali;
    – diagnosi precoce di psicopatologie latenti o manifeste;
    – intervento psicoterapeutico sostenibile per il paziente.

    VANTAGGI ATTESI
    Ai vantaggi per l’utente si aggiungono notevoli vantaggi per la collettività:
    – aumento del benessere sociale;
    – risparmio finanziario in termini di minor ricorso a farmaci e analisi cliniche / strumentali;
    – aumento dell’efficienza degli utenti e conseguente diminuzione dell’assenteismo;
    – riduzione del “costo del malessere” (difficile da quantificare in un’analisi costi/benefici, ma che in una società civile basata sulla dignità dell’essere umano acquisisce un peso rilevante)

    MODALITA’ E COSTI
    La presente proposta prevede una sperimentazione della durata di un anno , da modularsi sulla base di scelte e disponibilità da valutare. In questo modello si propone un intervento su larga scala che veda coinvolti 200 psicologi sull’intero territorio regionale con un bacino potenziale di 20.000 utenti raggiungibili dal servizio.
    Occorre individuare 200 professionisti, suddivisi per provincia su base proporzionale rispetto alla popolazione residente, attraverso un bando di reclutamento e una selezione sulla base di titoli ed esperienze posseduti, avendo come requisito fondamentale l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi e la qualifica di psicoterapeuta.
    Ciascuno di questi psicologi dovrebbe essere referente per uno specifico territorio e operare autonomamente ma in contatto con i medici di base di quel territorio (all’incirca 15 medici di base referenti a un singolo psicologo).
    Lo psicologo dovrebbe assicurare al servizio 800 ore l’anno per i trattamenti degli assistiti che potranno accedere direttamente o su segnalazione del medico di base e in ogni caso psicologo e medico dovranno agire di concerto con un protocollo da definire per assicurare il coordinamento degli interventi sull’assistito.
    La scelta amministrativa può prevedere che l’assistito non sostenga costi per il servizio o debba corrispondere un ticket, elemento da valutare.
    Lo psicologo verrebbe comunque retribuito dal sistema sanitario con contratto di consulenza e per il numero di ore effettivamente svolte e certificate dalla firma dell’assistito.
    Facendo alcune considerazioni statistiche, il servizio permetterebbe l’accesso di circa 100 utenti per ciascuno psicologo per una durata media degli interventi di 8 ore per ciascun assistito, per un totale complessivo di 20.000 utenti e 160.000 ore di intervento.
    Il costo previsto, considerando una tariffa di € 50.00 l’ora, è di € 8.000.000. Difficile invece quantificare i benefici se non con uno studio più approfondito che tenga conto delle variabili citate prima in termini di risparmio economico su altri servizi, benessere e riduzione delle assenze, oltre che a elementi più specifici legati a maggior efficienza delle persone.

  5. Francesco Dicorato scrive:

    Turismo come risorsa economica ed occupazionale
    Il Mezzogiorno possiede parecchi punti di forza che andrebbero valorizzati e sfruttati, come il patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale, oltre ad elementi di attrazione sociale e l’enogastronomia, ma ha anche numerosi punti di debolezza come una sostanziale marginalità rispetto ai circuiti turistici mondiali, una mediocre offerta ricettiva, la presenza modesta di infrastrutture, una scarsa riconoscibilità all’estero.
    Rispetto dell’ambiente, valorizzazione delle tradizioni, promozione di attività all’aperto, possono essere dei buoni punti di partenza per fare turismo anche nelle località meno pubblicizzate. Ma per ottenere risultati, per essere vincenti anche e soprattutto in un contesto internazionale, bisogna cambiare mentalità.
    A ognuno il suo: l’albergatore e il ristoratore devono offrire servizi e prodotti di qualità mentre le istituzioni territoriali devono mettere in campo servizi efficienti e accoglienti. A tale scopo bisognerebbe intercettare le risorse economiche messe a disposizione per incentivare le infrastrutture necessarie a raggiungere tutte le località della nostra regione dotando le nostre purtroppo caotiche città di opportuni parcheggi custoditi per la serenità di un ricovero sicuro che consenta una visita ed un soggiorno tranquillo delle aree turistiche.
    Tutela, salvaguardia, valorizzazione e promozione dei nostri beni storici, culturali, paesaggistici e la nostra enogastronomia sono le chiavi vincenti per una rinascita economica ed occupazionale dell’intero nostro territorio che nessuna crisi potrà mai privarci.

  6. paride scrive:

    REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE
    TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE
    PER LA CURA E LA RIGENERAZIONE
    DEI BENI COMUNI URBANI.
    Il Regolamento, già approvato in 33 comuni italiani, serve per rendere fruibile il rapporto fra istituzione e associazioni e liberi cittadini, affinchè questi possano restaurare, ristrutturare, recuperare e adottare aree demaniali di proprietà comunale, aree dismesse, aree degradate, cc.
    I beni inutilizzati che i Comuni non possono manutenere o ristrutturare o restaurare possono, attraverso, un apposito contratto, essere gestiti da liberi cittadini, associazioni, cooperative, imprenditori (anche insieme fra loro). A Taranto, una rete di circa 22 associazioni, si occupa di sostenere e divulgare su tutto il territorio della provincia di Taranto un Regolamento, redatto nell’ambito
    del progetto “Le città come beni comuni”
    sotto la direzione scientifi ca
    di Labsus
    con il supporto sul territorio
    del Centro Antartide
    e con il sostegno
    della Fondazione Del Monte
    REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE
    TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE
    PER LA CURA E LA RIGENERAZIONE
    DEI BENI COMUNI URBANI
    Bologna..Il Regolamento, crediamo, debba essere diffuso e sostenuto nell’ambito di tutta la Regione Puglia.

  7. paride scrive:

    ASSOCIAZIONE SOCIO CULTURALE L’OBIETTIVO TARANTO

    Realizzazione di Parco naturale di interesse provinciale sito nel territorio comunale di Leporano, comprendente l’area terrestre e marina ad elevata valenza naturalistica, paesaggistica, storica, turistica dell'”ex Batteria Cattaneo”.
    Area tematica: Aree protette

    LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO: Marina di Leporano – Area “ex Batteria Cattaneo” e relativa area costiera marina.
    AREA DI REALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO -Comune di Leporano -Provincia di Taranto
    DESCRIZIONE GENERALE DELL’INTERVENTO L’intervento mira all’istituzione di una riserva naturale orientata di interesse provinciale tesa a garantire la conservazione degli habitat naturali marini e terrestri, nel comune di Leporano nell’area denominata “ex Batteria Cattaneo”.
    L’intervento prevede: 1) il recupero e la valorizzazione degli insediamenti bellici in situ; 2) realizzazione di un museo entomologico; 3) della “Casa delle Farfalle”; 4) di una biblioteca del mare e della pesca; 5) di un orto botanico; 6) L’allestimento di percorsi e servizi per la fruizione turistico-ricreativa; 7) Servizi igienici; 8) Percorsi e accoglienza per portatori di disabilità; 9) Sentieri di accesso fino al mare e accesso per fruibilità della balneazione, 10) area cinema all’aperto; 11) fontana “cammino sull’acqua”; 12) campo coursing e/o agility per cani; 13) area coperta per fiere ed eventi culturali; 14) Reinsediamento e ristrutturazione dell’Istituto Alberghiero.

    Ai fini della realizzazione dell’intervento si ipotizzano: una fase di studio preliminare del sito, comprendente a) la sua caratterizzazione ambientale, con la formulazione di check-list della flora e della fauna terrestre e marina, valutazioni della biodiversità generale, identificazione di specie ed habitat ad alto valore conservazionistico b) inventario di dettaglio (collocazione, volumetrie, stato di conservazione) degli insediamenti bellici. Questa fase si intende come necessaria all’elaborazione di strategie per la conservazione naturale e di interventi di recupero degli habitat, alla perimetrazione definitiva, alla identificazione degli insediamenti meritevoli di restauro e riconversione; recupero di alcuni degli insediamenti presenti nell’area e riconversione in una struttura museale ed in una “Casa delle Farfalle” serra destinata ad ospitare il volo di migliaia di farfalle, oltre che in una sala reception e sala per proiezioni documentaristiche e multimediali; tutte le strutture di servizio vengono restaurate ed attrezzate al fine di garantire impatto ambientale zero (impiego di pannelli solari per l’autosufficienza energetica, recupero e riutilizzo delle acque piovane). realizzazione di percorsi multidisciplinari di connessione tra aree naturalistiche e storiche; realizzazione di percorsi di interesse botanico; riconversione dei tunnel militari in un museo-percorso.
    Area adibita al cinema all’aperto, con programmazioni di alto livello culturale e documentaristico. Realizzazione di una fontana le cui caratteristiche sono: la fruibilità, come cammino, attività ludiche e sperimentazioni artistiche al suo interno. Altezza max 10 cm., con punti “gayser”. Sfruttamento della fontana, da parte dei cittadini, durante le particolari estati afose per refrigerio.
    Area coperta per la realizzazione di eventi (fiere, concerti, mostre d’arte, di artigianato, di antiquariato, di bellezza canine e feline, ecc..) anche durante i mesi non estivi. Campo da corsa per cani levrieri o campo di prove di agilità per i nostri amici a quattro zampe ( la litoranea è costellata di ville e villette, abitate dai nostri amici cani!). Reinsediamento e ristrutturazione dell’Istituto Alberghiero. come risorsa economica e occupazionale territoriale per l’espansione del turismo in generale e del turismo eno-gastronomico, in particolare.
    Redazione della documentazione tecnica necessaria per l’adozione di una stesura di primo impianto del Piano e del Regolamento del Parco da elaborare prevedendo l’uniformazione alla disciplina di tutela introdotta dagli strumenti di pianificazione generale operanti sul territorio.
    La gestione nel complesso sarà curata dal Comune di Leporano in partership con il Comune di Taranto e l’Ente Provincia e, con la supervisione della Regione Puglia.

    INDICAZIONE DEGLI OBBIETTIVI STRATEGICI, DEI RISULTATI E DEGLI EFFETTI ATTESI
    Attraverso la costituzione del Parco naturale si intende sottoporre a tutela e a interventi di recupero gli habitat e le specie di interesse presenti nell’area. Quest’ultima è caratterizzata da una successione di insediamenti floristici ancora in buono stato, in cui trovano posto la pineta costiera (Pinus halepensis) ed una ricca ed estesa macchia arbustiva, ove sono predominanti i ricoprimenti di mirto, ginepro, rosmarino, lentisco, cisti; è segnalata la presenza anche specie di maggior pregio, tra le quali alcune orchidee selvatiche spontanee del genere Ophrys; l’habitat di macchia si estende sino alla scogliera, estesa e fortemente impervia, ove cede il passo a specie pioniere quali l’euforbia marina e la calcatreppola. Nell’area è segnalata la presenza di specie faunistiche di rilievo, ad es. piccoli mammiferi come il riccio Erinaceus europaeus, specie ornitiche costiere e rapaci. L’ambiente costiero marino è attualmente in un discreto stato di conservazione ed è caratterizzato da aree a fondi duri su cui si insediano i popolamenti bentonici del precoralligeno; a questi si alternano aree sabbiose che a partire dalle batimetriche oltre i -5 metri ospitano macchie, anche estese, di praterie di Posidonia oceanica; il livello di diversità della fauna ittica costiera appare ancora buono, in considerazione della considerevole pressione di pesca esercitata su questi fondali; non è raro l’avvistamento di specie di pregio naturalistico e commerciale, quali la cernia (Epinephelus marginatus), la corvina (Sciaena umbra), il dentice (Dentex dentex). Tra gli obiettivi indiretti va considerato che, nelle immediate vicinanze, sono presenti, all’interno di un’area attualmente sottoposta a vincolo archeologico, i resti di una villa romana e la torre saracena che si affaccia sulla baia di Saturo. Tale area riceverebbe ricadute positive soprattutto se inserita in un contesto sinergico con il parco.

    L’intervento potrebbe rivestire un ruolo centrale rispetto al Piano Strategico di Area Vasta che individua nel settore ambientale e nella protezione/promozione/valorizzazione delle risorse naturali uno dei principali motori di sviluppo della provincia di Taranto sotto il profilo economico, sociale e culturale .

    FATTIBILITÀ TECNICA-AMMINISTRATIVA Fattibile COMPATIBILITÀ URBANISTICA, AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
    L’intervento previsto non ha rilievo urbanistico. Le opere edili in stato dovranno solo essere restaurate e ristrutturate, cambiando anche destinazione d’uso.
    Per la specificità delle azioni previste ( ubicazione, scelta dei materiali, indicazioni tecniche ) non prevede impatti negativi in campo ambientale, integrando e valorizzando le risorse paesaggistiche.
    QUADRO ECONOMICO DELL’INTERVENTO E SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA
    Indicazione dei costi di realizzazione: euro 3.000.000,00
    PROCEDURE AMMINISTRATIVE E CRONOPROGRAMMA
    Il progetto, una volta finanziato con fondi regionali ed europei, verrà cantierizzato per settori. Gli appalti dei lavori non devono prevedere successivi sub appalti e, l’esecuzione dei lavori, verranno monitorati , ogni bimestre, da uno staff di tecnici, ambientalisti, comitati di salvaguardia e amministratori pubblici. Lo staff sarà governato da un responsabile dei monitoraggi, che resterà in carica due anni.
    Nei contratti di appalto devono essere evidenziati la data di inizio e quella di chiusura e la penale, i costi che non potranno lievitare, pena la sospensione del contratto.
    La completa realizzazione del parco deve avvenire, entro un quinquennio, dalòl’inizio dei lavori.
    Cronoprogramma di sintesi:
    Progettazione esecutiva, procedure di affidamento lavori e acquisto forniture: mesi 8 dalla delibera di destinazione fondi; Realizzazione lavori : 60 mesi , Avvio dell’intervento: 4 mesi.
    PROCEDURE DI CONSULTAZIONE PARTENARIALE
    Si prevede di stipulare appositi protocolli o accordi di programma con i seguenti enti pubblici, economici, privati e del privato sociale: Comune di Leporano, Istituti scolastici Alberghiero e Agronomo, l’Università di Taranto e di Bari, Associazioni e comitati operanti in campo ambientale e di volontariato, Area ionica del Centro Nazionale di Ricerca (CNR), Istituto Ricerca Sulle Acque Marine territoriali.

  8. francesco scrive:

    Nell’ottica di un’analisi swot i temi proposti sono:
    1) governo del territorio
    2) sviluppo poli infrastrutturali inter modali: porti-aeroporti-autostrade – ferrovie
    3) turismo come attività di sviluppo di sistemi territoriali culturali

    Punti di forza
    1f) In Puglia abbiamo una LR 20/2001 e un DRAG che propongono una diversa disciplina del governo del territorio da rafforzare e migliorare.
    2f) presenza di almeno 2 poli regionali dotati di tutte le centralità di trasporto (porti-aeroporti-autostrade – ferrovie)
    3f) presenza di centri storici con identità materiali (arch. Natura ecc.) e immateriali (tradizioni); masserie e sistemi insediativi diffusi.

    OPPORTUNITÀ
    1o) Il DRAG è uno strumento che può essere agevolmente modificato per cui offre l’opportunità di renderlo coerente con le nuove prospettive regionali
    2o) organizzare in rete i poli esistenti (porti-aeroporti-autostrade-ferrovie) rendendoli anche centri di ulteriori attività collaterali (ad es. commercio e logistica)
    3o) possibilità di organizzare ospitalità diffusa; possibilità di destagionalizzare il turismo attraverso il riuso delle strutture esistenti sviluppando un turismo culturale legato alle tradizioni e alle comunità
    DEBOLEZZE
    1d) Difficoltà di utilizzo del DRAG x assenza di distinzione tra parte prescritti va e parte di indirizzo e descrittiva
    2d) assenza di collegamenti intermodali tra le infrastrutture esistenti
    3d) Assenza di coordinamento delle iniziative turistiche (sagre ecc); assenza di una visione regionale delle reti e dei sistemi territoriali culturali.
    OSTACOLI/VINCOLI
    1v) burocrazia poco flessibile e incurante del principio di sussidiarietà.
    2v) troppi organi decisionali non coordinati
    3v) disattenzione alla qualità dei piccoli interventi diffusi

  9. Cosimo scrive:

    ORI DI TARANTO E TARANTO CAPITALE DELLA CULTURA 2021
    Salve Emiliano, la invito a portare gli ORI DI TARANTO all’Expo 2015, ancora una volta, perchè potrà essere il rilancio del progetto che lei ha già sostenuto come TARANTO E MAGNA GRECIA, CAPITALI DELLA CULTURA 2021. Una candidatura che con Metaponto, Sibari, Crotone, Policoro ed altro, avrebbe il consenso di diverse regioni meridionali. Saluti

  10. Cosimo scrive:

    LA BRADANICO-SALENTINA, COLLEGAMENTO PRIORITARIO DELLA NOSTRA REGIONE.

    Quest’arteria servirebbe a far decollare definitivamente il turismo nel Salento e permetterebbe di collegare meglio i grandi centri della Puglia.
    Importante per lo sviluppo dell’aeroporto di Grottaglie.
    https://www.facebook.com/bradanico.salentina

  11. Cosimo scrive:

    UNIVERSITA’ A TARANTO:
    Sia il nostro referente presso il Governo per l’istituzione dell’Università di Taranto, che dovrà essere polo di eccellenza nel recupero del territorio. Il presidente RENZI aveva promesso tanto il 24 Dicembre 2014 in materiale culturale. Saluti

    https://www.facebook.com/UniversitaDiTaranto?fref=ts

  12. claudio palumbo scrive:

    ISTITUIRE FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA NEL SALENTO
    Sono lustri, sono decenni che si parla di istituire una facoltà di Medicina e chirurgia nell’Università del Salento (sino al 2007 Università degli Studi di Lecce), e per la Puglia e per il Salento è un’importante esigenza sanitaria, ma non solo.
    Le classifiche delle regioni basate sui livelli essenziali di assistenza sanitaria ci vedono con punteggi, tra i più bassi; noi cittadini Pugliesi vorremmo avere una Sanità migliore, proprio quella che i nostri operatori sanitari vorrebbero poter offrire.
    Certamente i fattori che condizionano la qualità del nostro servizio sanitario sono molteplici e diversi ( e non analizzabili in questa richiesta), ma uno sembra davvero inconfutabile: abbiamo due sole sedi di facoltà di Medicina e chirurgia( Bari e Foggia) e circa 350 posti disponibili/anno per l’accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia; alla nostra Regione manca una sede e oltre 250 posti ( Il dato è facilmente deducibile confrontando il numero degli abitanti, delle sedi e dei posti in tutto il nostro Paese e in Puglia).
    Ed è una curiosa coincidenza osservare che regioni, come Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, che occupano i primi posti in classifica, hanno un numero di abitanti simile alla nostra Regione, ma godono di un maggior numero di sedi e di un numero di posti doppio, e l’Emilia quasi triplo, rispetto a noi.
    L’Università del Salento ha una ricca offerta formativa di facoltà e corsi di laurea, tra i quali anche Biologia e Biotecnologie Mediche e Nanobiotecnologie, e potrebbe essere già una grossa risorsa per il primo triennio degli studi di medicina.
    Gli Ospedali di Lecce, Brindisi e Taranto potrebbero costituire, insieme, le sedi di un’unica Azienda Ospedaliero – Universitaria Salentina.
    Istituire una facoltà di Medicina e chirurgia nel Salento significa:
    – Migliorare l’offerta sanitaria
    – Favorire lo sviluppo della ricerca biomedica interagendo con gli altri corsi di laurea
    – Innescare un turismo sanitario
    Facoltà di Medicina significa attivare anche altri corsi di laurea triennali per Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, consentendo a tanti nostri giovani di studiare in zona con minori costi per le famiglie.

    1. Cosimo scrive:

      Taranto non farà mai parte del Salento politico ed il nostro polo universitario è sede distaccata dell’Università di Bari. Investimenti di questo tipo dipendono dalla Stato e non dalla Regione. La nostra azienda sanitaria sarà sempre autonoma.

  13. Cosimo scrive:

    ORI DI TARANTO ALL’EXPO:
    Salve Emiliano, uno dei primi atti della nuova giunta, potrebbe essere quello di portare gli ORI DI TARANTO all’Expo. Diamo questo valore aggiunto alla Regione e all’Italia.

  14. Cosimo scrive:

    GESTIONE DELLO SCALO DI GROTTAGLIE CON LA BASILICATA E LA CALABRIA.

    La proposta è quello di aprire lo scalo ai voli di linea passeggeri come tutti gli aeroporti d’Italia. Il bacino d’utenza dovrà essere la zona ionica e per questo chiedo la gestione multi-regionale. Inoltre chiedo l’intervento del Governo per sponsorizzare lo scalo con ALITALIA.
    Un atto dovuto per il risarcimento alla città, per la nota vicenda ILVA.

  15. Giuseppe Latanza scrive:

    Progetto di rinascita pugliese.
    Il progetto prevede la costituzione di una rete di cooperative consorziate, che si occupino della produzione e del commercio di prodotti tipici locali esportabili, e che coprano l’intera filiera di produzione.
    Nel progetto sarebbero coinvolti i futuri soci delle cooperative con i loro piccoli capitali da investire, la regione Puglia e i comuni che vogliono aderire all’iniziativa, forniscono formazione e garanzie finanziarie presso le banche locali, come la Banca Popolare di Bari e la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che concederebbero alle cooperative mutui agevolati, in cambio dell’ingresso in qualità di clienti di tutti i soggetti coinvolti.
    Il progetto è articolato in una prima fase di verifica di fattibilità, consistente nell’individuare da un lato i prodotti alimentari e di artigianato che possano avere un buon riscontro sul mercato del nord Italia e dell’estero, e dall’altro l’individuare le fonti di denaro per avviare la rete di cooperative.
    I capitali disponibili per il progetto sono innanzitutto quelli dei lavoratori di origine pugliese che hanno piccoli capitali da investire, che hanno in progetto di rientrare in Puglia ma hanno timore di avviare una propria attività.
    Poi ci sono i piccoli capitali di cittadini pugliesi e che hanno visto i figli lasciare la Puglia per emigrare in cerca di lavoro, e che investirebbero denaro nel progetto per consentire loro di tornare. Poi vi sono i lavoratori pugliesi che dispongono anche loro di piccoli capitali e vorrebbero aderire al progetto.
    La verifica di fattibilità consiste nel raccogliere un numero rappresentativo di adesioni tramite i canali pubblicitari della carta stampata, e tramite specifici siti internet, per verificare la risposta dei possibili finanziatori al progetto.
    Infine vi sono capitali disposti a livello regionale, nazionale e europeo per lo sviluppo del mezzogiorno.

    Verificata la fattibilità del progetto, si partirebbe con la raccolta di adesioni vera e propria, attraverso gli sportelli bancari lì dove sono presenti, e attraverso l’apertura di uffici preposti lì dove (nel nord Italia) le nostre banche non hanno sedi.
    Contemporaneamente, presso sedi fornite dalla Regione Puglia, si svolgerebbero i corsi di formazione ai futuri soci

  16. giuseppe marvelli scrive:

    Spett.le Michele Emiliano il nostro contributo nel dare delle IDEE per questa nostra ECCEZZIONALE Regione sicuramente sarà piena di suggerimenti ,indicazioni ,ma anche critiche per poter migliorare e confrontare le problematiche da qui in avanti , sopratutto il grandissimo problema del rapporto con la P.A.,saremo lieti di essere collaboratori nel migliorare il nostro territorio e anche dell’ITALIA tutta.
    In primis il problema della RACCOLTA DIFFERENZIATA DOMESTICI DEI RIFIUTI.
    Saluti e speriamo in un in bocca al lupo,Sig.Michele Emiliano,

  17. La prima idea è la sagra stessa. Un esperimento che facciamo tutti insieme.

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